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di nuzzi psicologo psicoterapeuta gorgonzola

Attacchi di panico in autostrada: perché insorgono e come uscirne.

attacchi di panico in autostrada

Chi ha sperimentato, almeno una volta nella vita, la drammatica condizione dell’attacco di panico, con il suo corollario di sintomi devastanti, non la dimentica mai più.

Chi ha vissuto la drammatica esperienza degli attacchi di panico in autostrada, se non ha trattato con efficacia il disturbo, molto probabilmente non ha più messo piede da guidatore in un’autostrada o in una strada ad alto scorrimento veloce.

Ma che cos’è un attacco di panico? Quali sono i sintomi?

Un attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro o più dei seguenti sintomi:

  • Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  • Sudorazione
  • Tremori fini o a grandi scosse
  • Dispnea o sensazione di soffocamento
  • Sensazione di asfissia
  • Dolore o fastidio al petto
  • Nausea o disturbi addominali
  • Sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento
  • Brividi o vampate di calore
  • Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi)
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • Paura di morire (DSM-5, American Psychiatric Association).

Dunque gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di intensa paura o disagio, caratterizzati da un insieme di sintomi tra quelli sopra elencati.

Posto che un attacco di panico può insorgere in qualunque luogo, anche quando ci si trova al sicuro nella propria abitazione, alcuni contesti si prestano più facilmente a creare quella situazione estrema di smarrimento che fa sentire il soggetto “senza via d’uscita”, prossimo alla morte o al grave pericolo. Uno di questi contesti è, appunto, l’autostrada.

È risaputo che il termine ‘autostrada’ sta a indicare strade a scorrimento veloce, spesso a più corsie, con limiti di velocità elevati. Limiti di velocità che non sempre vengono rispettati, dunque non è raro che un veicolo ci sorpassi ad una velocità piuttosto sostenuta, oppure che cominci a sfanalare dietro di noi con gli abbaglianti, chiedendoci strada, anche se abbiamo già raggiunto il limite di velocità consentito.

Oppure, se vogliamo andare molto piano perché questo ci dà sicurezza, viaggeremo a bassa velocità nella corsia più a destra, ma se la velocità è troppo bassa daremo fastidio ai mezzi pesanti che occupano abitualmente questa corsia, i quali, in virtù delle loro dimensioni e del loro peso, non godono di un agile possibilità di manovra, e dunque potranno suonarci con quelle trombe molto potenti di cui dispongono, aumentando la nostra tensione.

La consapevolezza di non potersi fermare in modo sempre comodo e sicuro, e di non poter uscire a piacimento, aumenta, nei soggetti predisposti all’ansia, il meccanismo dell’ipervigilanza e la sensazione di essere sotto stress, incrementando la nota risposta del cortisolo, l’ormone dello stress.

Nei casi più estremi, questa sensazione di disagio vissuta da chi sente di non avere il controllo della situazione, può montare di intensità fino a raggiungere il parossismo della sua sintomatologia: l’attacco di panico.

Quali sono le cause che innescano gli attacchi di panico in autostrada?

È probabile che nell’insorgenza degli attacchi di panico in autostrada vi sia una concomitanza di basi biologiche predisponenti e fattori psicologici.

I fattori psicologici sono rinforzati dalla particolare fonte di stress che l’autostrada, con tutte le sue insidie, può rappresentare, e una volta che si è fatto esperienza di un primo stato d’ansia o di un attacco di panico, subentra inevitabilmente la cosiddetta ansia anticipatoria: la paura di avere un attacco di panico mentre si guida obbliga il soggetto a ipervigilare e a rimuginare in continuazione sui pericoli incombenti, e questa continua tensione ipervigile, paradossalmente, aumenta la probabilità di sviluppare sintomi d’ansia e attacchi di panico.

L’ansia talvolta precorritrice degli attacchi di panico in autostrada è facilmente associata ad una fobia specifica: la paura dei luoghi chiusi o delle alte velocità, o delle situazioni dalle quali può essere difficile allontanarsi in tempi rapidi. Disturbo d’ansia, fobia specifica, attacchi di panico, hanno in qualche modo tra loro un legame di parentela. Alla base vi è sempre una risposta di ipervigilanza e una plausibile predisposizione genetica.

Quali sono i fattori fisiologici implicati negli attacchi di panico in autostrada?

In tutte queste condizioni cliniche, e in particolar modo negli attacchi di panico, i fattori fisiologici implicati sono riconducibili al sistema primordiale lotta-fuga, una forma di difesa arcaica e istintiva, attivata dalla componente più antica del nostro cervello, il sistema rettiliano.

Questo sistema è in dotazione alla nostra natura per consentirci di fronteggiare una minaccia alla sopravvivenza, mobilizzando tutte le risorse per lottare o fuggire in caso di pericolo. Aumento del battito cardiaco, aumento della respirazione e tensione muscolare sono soltanto alcune delle modificazioni fisiologiche importanti che avvengono nel nostro organismo in maniera rapida quando viene intercettato un pericolo, in modo da garantirci una pronta reazione tramite il necessario apporto di ossigeno e di glucosio per la contrazione muscolare.

Ma, nei disturbi d’ansia e negli attacchi di panico, il pericolo non è reale, è soltanto immaginato e temuto. Eppure questo attiva in egual modo un sistema estremo che genera, come già detto, una sensazione di allarme, attribuendo tale allarme a concrete condizioni di pericolo ambientale. Tali sensazioni fisiologiche possono essere vissute come catastrofiche, diventando, nella testa di chi le vive, la conferma che qualcosa di drammatico accadrà.

Dunque, elevati livelli di stress possono scatenare un attacco di panico, così come la stanchezza può aumentare la suscettibilità agli attacchi di panico.

I sintomi fisici che insorgono vengono subito interpretati, incrementando la sensazione di pericolo.

Quali sintomi fisici e quali sintomi psicologici possono manifestarsi?

Sintomi fisici quali tachicardia (battito cardiaco accelerato), sudorazione eccessiva, tremori o brividi, sensazione di soffocamento o mancanza d’aria, e sintomi psicologici quali sensazione di perdita del controllo, paura intensa e irrazionale, consolidano il circuito dell’ansia e lo esasperano fino a sfociare in un attacco di panico.

Quali sono le possibili conseguenze sulla guida?

Al di là della dimensione irrazionale di questa condizione clinica, le conseguenze sulla guida non sono affatto trascurabili: perdita temporanea del controllo del veicolo, comportamenti pericolosi come frenate brusche o sbandate improvvise, incremento del rischio di incidenti stradali, possono tramutare un pericolo immaginato in un pericolo reale, scoraggiando il soggetto alla ripetizione di un così infausto evento.

Esistono strategie di gestione per gli attacchi di panico in autostrada?

Alcune strategie di gestione possono contribuire al controllo del problema, ad esempio, prima del viaggio: la pianificazione dell’itinerario per evitare situazioni stressanti e per poter ridurre e monitorare gli aspetti più spiacevoli, tecniche di rilassamento come la respirazione profonda e la meditazione, assunzione regolare dei farmaci prescritti per l’ansia (se necessari); durante il viaggio: fermarsi in aree di sosta sicure se si avverte un attacco di panico, utilizzare tecniche di distrazione come ascoltare musica rilassante, mantenere una comunicazione aperta con eventuali passeggeri.

Quali sono i trattamenti a lungo termine per gli attacchi di panico in autostrada?

I trattamenti a lungo termine possono includere diversi modelli di psicoterapia, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per gestire l’ansia e i pensieri negativi, una valida farmacoterapia sotto supervisione medica e la partecipazione a gruppi di supporto per confrontarsi con altre persone che hanno esperienze simili.

Da non trascurare, inoltre, la prevenzione, sia per evitare l’insorgenza degli attacchi di panico in autostrada qualora si ritenga di essere predisposti, sia per evitare eventuali ricadute una volta guariti.

Educazione in merito al problema e consapevolezza, conoscere i sintomi e le cause degli attacchi di panico, imparare a riconoscere i segnali premonitori, adottare uno stile di vita sano che comprenda esercizio fisico regolare, alimentazione equilibrata e sonno adeguato, costituiscono i più importanti fattori di prevenzione che possono essere facilmente adottati, garantendo anche risvolti positivi ben oltre la problematica degli attacchi di panico in autostrada.

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