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di nuzzi psicologo psicoterapeuta gorgonzola

Supporto genitoriale

supporto genitoriale

A che cosa serve il supporto genitoriale? Quando chiederlo? A quali professionisti rivolgersi?

Il supporto genitoriale può essere inteso come un’assistenza fornita ai genitori per migliorare le competenze educative e relazionali con i propri figli.

Questo non implica necessariamente mettere in discussione le capacità genitoriali degli adulti chiamati a fornire supporto, educazione e cura ai propri figli.

Siamo tutti consapevoli che il mestiere del genitore presenta sfide e complessità senza eguali, soprattutto in una società che cambia in continuazione, e che dunque trova impreparato qualunque adulto.

A fronte di mutamenti epocali di stile, di metodi pedagogici, di forme di comunicazione intersoggettiva e collettiva il mestiere del genitore è ancora più arduo.

Inoltre, quand’anche fossimo in presenza di una coppia genitoriale sufficientemente preparata e competente, va rilevato che i soggetti coinvolti, secondo la psicologia sistemica, non sono mai dei semplici osservatori, ma contribuiscono attivamente, con le loro azioni, a creare flussi di comunicazione e transazioni comportamentali che non sempre vengono colti in maniera obiettiva dai destinatari.

Ecco che lo sguardo esterno di uno psicologo psicoterapeuta, ancor più se esperto di psicoterapia sistemico-relazionale, può fornire un parere specialistico e un impulso al cambiamento di vitale importanza per il processo di crescita del bambino o dell’adolescente e per la serenità dell’intero nucleo familiare.

Gli obiettivi principali di un buon supporto genitoriale, dunque, sono quelli di promuovere il benessere familiare, migliorare la comunicazione tra genitori e figli, fornire strategie per la gestione dello stress genitoriale.

Quali tipologie di supporto genitoriale è possibile proporre?

In merito alle tipologie di supporto genitoriale da proporre, è sempre meglio ricorrere ad una terapia familiare che valuti attentamente i flussi di comunicazione, i differenti stili educativi, le strategie e le modalità di approccio alla gestione delle criticità.

In un sistema complesso quale quello familiare, ogni soggetto fornisce un contributo alla costruzione del problema e, dunque, ogni soggetto può fornire un analogo contributo alla risoluzione dello stesso.

La consulenza individuale per genitori può rivelarsi preziosa per gestire le ansie che inevitabilmente insorgono quando ci si sente inadeguati o poco preparati, oppure quando si necessita più semplicemente di un chiarimento o di un orientamento per poter svolgere al meglio il proprio ruolo.

Il supporto genitoriale di tipo educativo può essere erogato tramite corsi di formazione sulla genitorialità oppure workshop tematici (es. sulla gestione dei conflitti).

Ma, in una forma più mirata e approfondita, può anche prevedere un progetto di intervento specifico mediante l’introduzione di una figura professionale, quale quella dell’educatore o dello psicologo educativo, chiamato ad intervenire direttamente a domicilio come esperto osservatore.

Intervento non certo nell’ottica di un giudizio, bensì di un supporto e di un orientamento, oppure come specifica assistenza domiciliare ai minori, sia per situazioni di conflitto e criticità evolutive, sia per situazioni di disabilità.

È anche corretto ideare un supporto genitoriale di tipo sociale, per organizzare, ad esempio, gruppi di sostegno tra pari e reti di supporto comunitario.

Quali sono i possibili beneficiari del supporto genitoriale?

I beneficiari del supporto genitoriale possono essere vari.

I genitori di bambini piccoli sono spesso chiamati ad affrontare sfide inedite per le quali non basta ricorrere ai consigli dati dai propri genitori.

Non basta essere supportati dalla consapevolezza di essere stati bambini, cercando di ricordare come si fa o come si risolvono determinate problematiche.

Uno sguardo esterno, soprattutto se professionale e non giudicante, può rivelarsi prezioso.

I genitori di bambini piccoli possono beneficiare del supporto genitoriale per comprendere meglio un livello di comunicazione ancora troppo lontano da quello degli adulti, talvolta causa di ansie e preoccupazioni, in alcuni casi legittime, in altri accentuate dalla tendenza ad allarmarsi e a voler generare risposte orientate alla certezza dell’efficacia.

Ma non sempre esiste una risposta da manuale alle richieste poste in essere dal bambino; ciò che conta di più è sapersi sintonizzare con il suo mondo di emozioni e regolarne il flusso in maniera armonica, senza eccessivi sbilanciamenti.

Incuria e ipercuria, ad esempio, sono ambedue sbagliate e rappresentano due estremi da evitare, così come da evitare sono l’eccessivo controllo emotivo, seguendo la logica “deve imparare a regolarsi”.

Oppure rifugiarsi nell’esagerata risposta di accudimento alle reazioni emozionali, seguendo la logica “se non rispondo prontamente alle sue emozioni rimarrà traumatizzato”.

Il confronto con una figura specialistica può chiarire questi dubbi e aiutare a recuperare serenità nello svolgimento delle funzioni genitoriali.

I genitori di adolescenti possono vivere fasi estremamente difficili e disorientanti.

Ci su può trovare ad affrontare adolescenti che non comunicano, adolescenti che si chiudono in camera isolandosi dal mondo, adolescenti che sfidano costantemente mettendo in atto forme di conflitto sempre più preoccupanti, adolescenti riottosi ad ogni regola, che si “sdraiano” nel vuoto senza più fare niente di concreto.

Un mondo criptico nel quale spesso l’adulto non è più in grado di entrare, sentendosi un osservatore inerte e angosciato.

L’intervento di uno psicologo psicoterapeuta capace di concepire la relazione tra l’adolescente e i suoi genitori come un sistema complesso da smuovere adottando strategie anche inusuali può rivelarsi prezioso in questi casi.

Infine, anche i genitori adottivi o affidatari possono essere beneficiari speciali di un buon supporto genitoriale, dovendo affrontare sfide impegnative in parte interne alla coppia, in parte esterne.

Giusto per citarne alcune:

  • l’elaborazione di un vissuto negativo spesso associato alla sterilità, e dunque all’impossibilità di procreare in maniera biologica, quando anche la procreazione assistita fallisce;
  • l’ansia e la mortificazione spesso provate quando si è sottoposti ad un’indagine psicosociale per la valutazione dell’idoneità e l’annessa gestione del tempo di attesa;
  • la stigmatizzazione sociale di cui si è spesso vittime, anche implicitamente, a causa di pregiudizi che ancora oggi resistono, in merito al processo di adozione come surrogato di una genitorialità considerata naturale, e dunque di serie A;
  • le concrete problematiche che possono insorgere nella triade, una volta che il bambino adottato o affidato è presente e richiede una riorganizzazione rapida e funzionale delle dinamiche relazionali.

Questo e altro ancora rendono talvolta necessario l’intervento di uno psicologo capace di fornire supporto genitoriale alla coppia in difficoltà.

Oltre alla presenza di specialisti per il supporto genitoriale, si può ricorrere a strumenti e risorse che integrino proficuamente il lavoro di squadra generando nuovi stimoli e opportunità, quali ad esempio libri e manuali sulla genitorialità, siti web e forum dedicati ai genitori, applicazioni per la gestione familiare e altro ancora.

I professionisti coinvolti, giusto per citarne alcuni, possono essere gli psicologi, i pedagogisti, gli assistenti sociali, gli educatori, pronti a fornire supporto e orientamento per gestire sfide e ostacoli della genitorialità, in alcuni casi insiti nella stessa resistenza al cambiamento da parte dei genitori.

Anche la limitata disponibilità di risorse economiche per accedere ai servizi di supporto, non sempre gratuiti, può costituire un ostacolo importante, talvolta arginato dall’intervento di operatori che sappiano vantare una buona conoscenza del territorio nel quale reperire eventuali risorse facilmente accessibili.

Rappresentano alcuni esempi di interventi effettivi i programmi governativi di supporto alla famiglia (es. bonus bebè), iniziative scolastiche per coinvolgere i genitori nel processo educativo, gruppi organizzati per il contrasto agli svantaggi culturali e sociali, e altro ancora.

È molto importante evitare di sentirsi genitori falliti solo perché si è deciso di chiedere aiuto ad un professionista: la vera sfida è proprio rappresentata dalla determinazione nel superare queste resistenze, affidandosi al senso di collettività e di interdipendenza, poiché l’incapacità di un nucleo familiare a svilupparsi armonicamente e serenamente costituisce non tanto un fallimento del nucleo suddetto, bensì della società cui la famiglia stessa appartiene.

Siamo una specie sociale, e questa socialità ha garantito la nostra evoluzione consentendoci di progredire e di fronteggiare sfide incalzanti quanto veicolo di apprezzabile miglioramento collettivo.

 

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